
Le attività di categoria A sono quelle a rischio più contenuto tra quelle soggette al controllo dei Vigili del Fuoco: hanno una regola tecnica già stabilita e un livello di complessità limitato. Per questo motivo, a differenza delle categorie superiori, non richiedono la preventiva valutazione del progetto da parte del Comando: il titolare può avviare l'attività presentando direttamente la SCIA antincendio al termine dei lavori, accompagnata dalle asseverazioni di un tecnico abilitato.
Capire in che cosa consiste concretamente questa procedura semplificata aiuta chi deve aprire un'attività, ampliare un deposito o mettere in regola un locale a muoversi con ordine, evitando errori formali che possono bloccare l'avvio o generare prescrizioni in fase di controllo.
Che cosa significa "categoria A" nella prevenzione incendi?
Nel sistema dei controlli antincendio le attività a rischio sono ripartite in tre fasce di crescente impegno amministrativo e tecnico. La categoria A raccoglie le situazioni più semplici: attività per le quali esiste già una regola tecnica di riferimento e nelle quali il pericolo di incendio, pur presente, resta entro parametri contenuti di quantità, superficie o affollamento.
La presenza di una regola tecnica è l'elemento chiave. Significa che il legislatore ha già fissato in modo puntuale i requisiti di sicurezza da rispettare: distanze, resistenza al fuoco delle strutture, vie di esodo, impianti di protezione, ventilazione. Il progettista non deve costruire da zero una soluzione, ma dimostrare che l'attività rispetta quei requisiti già codificati. È proprio questa combinazione — regola tecnica disponibile e complessità ridotta — a collocare l'attività in categoria A anziché in categoria B o C, dove crescono la dimensione, l'affollamento o l'assenza di una norma specifica.
Rientrano tipicamente in questa fascia i piccoli depositi e le installazioni di modesta entità: per esempio alcuni depositi di GPL o di liquidi combustibili entro soglie ridotte, oppure attività di spettacolo con un numero molto contenuto di persone presenti. Le soglie esatte che spostano una stessa tipologia da A verso B o C sono definite dall'allegato normativo di classificazione; per la loro consultazione puntuale si rimanda alla tabella completa delle categorie.
Perché per la categoria A basta la SCIA antincendio?
La SCIA antincendio — Segnalazione Certificata di Inizio Attività — è lo strumento che ha semplificato l'avvio delle attività a minor rischio. Per la categoria A il vantaggio è sostanziale: non è prevista la fase di valutazione del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco, passaggio che invece resta obbligatorio per le categorie di complessità maggiore.
In pratica, una volta realizzata l'opera nel rispetto della regola tecnica, il titolare presenta al Comando la segnalazione corredata dalle asseverazioni e dalla documentazione tecnica. Con la presentazione della SCIA l'attività può iniziare: il controllo del Comando avviene successivamente e, per la categoria A, secondo criteri di verifica a campione. Questo non riduce la responsabilità del titolare e del professionista, che restano pienamente garanti della conformità di quanto dichiarato: la semplificazione riguarda i tempi amministrativi, non il livello di sicurezza richiesto.
La documentazione tipicamente necessaria comprende gli elaborati che descrivono l'attività e le misure adottate, le certificazioni dei materiali e degli impianti rilevanti ai fini antincendio e l'asseverazione con cui il tecnico attesta il rispetto della regola tecnica. Un fascicolo ordinato e coerente è la migliore garanzia contro richieste di integrazione o prescrizioni in fase di controllo.
Quali attività rientrano tipicamente in categoria A?
La categoria A comprende le versioni più contenute di molte tipologie soggette. Alcuni esempi ricorrenti, sempre entro le soglie fissate dalla classificazione, sono:
- piccoli depositi di GPL o di gas infiammabili liquefatti entro i quantitativi minimi previsti;
- depositi di liquidi combustibili con punto di infiammabilità elevato e capacità ridotta;
- alcune tipologie di distribuzione o deposito con parametri dimensionali contenuti;
- attività di spettacolo o ripresa con un affollamento molto limitato.
Il punto delicato è proprio la soglia: la stessa attività, superata una certa quantità, superficie o presenza di persone, passa in categoria B o C, con procedure più impegnative. Per questo la corretta individuazione della categoria — da farsi caso per caso sui dati reali dell'attività — è il primo passo di ogni pratica e va verificata prima di impostare la documentazione.
Il ruolo del professionista antincendio
Anche nella procedura semplificata la figura del tecnico abilitato è centrale. È il professionista che verifica l'esatta classificazione dell'attività, controlla la rispondenza dell'opera alla regola tecnica, raccoglie le certificazioni e redige l'asseverazione a corredo della SCIA. Un errore in questa fase — una categoria attribuita male, un documento mancante, una misura non adeguatamente dimostrata — può tradursi in prescrizioni, sospensioni o nella necessità di rifare la pratica.
Per il titolare, affidarsi a un tecnico che conosce sia la parte normativa sia quella costruttiva significa arrivare al Comando con un fascicolo solido, riducendo il rischio di intoppi. Nel nostro lavoro sul territorio di Torino, Ivrea e Milano affianchiamo il committente nell'inquadramento dell'attività, nella predisposizione della documentazione e nella gestione dei rapporti con il Comando competente.
Controlli, rinnovo e mantenimento della conformità
Presentare la SCIA non chiude il rapporto con la prevenzione incendi: la conformità va mantenuta nel tempo. Le misure di sicurezza dichiarate devono restare efficienti, gli impianti vanno sottoposti alle verifiche periodiche previste e ogni modifica sostanziale dell'attività — ampliamenti, cambi di destinazione, aumento dei quantitativi — può comportare una nuova valutazione della categoria e nuovi adempimenti.
Per le attività soggette è inoltre previsto il rinnovo periodico dell'attestazione di conformità antincendio, da effettuare con la cadenza stabilita dalla normativa vigente, confermando che le condizioni di sicurezza dichiarate permangono. Tenere aggiornati il fascicolo, i registri e i contratti di manutenzione è il modo più efficace per superare senza sorprese i controlli a campione dei Vigili del Fuoco.
La categoria A richiede l'esame preventivo del progetto?
No. È proprio questa la caratteristica che distingue la categoria A dalle altre: non è prevista la valutazione preventiva del progetto da parte del Comando. Una volta realizzata l'opera a regola tecnica, si presenta direttamente la SCIA antincendio, con cui l'attività può essere avviata; il controllo del Comando avviene in seguito e a campione.
Come faccio a sapere se la mia attività è in categoria A, B o C?
La categoria dipende dalla tipologia di attività e dai suoi parametri concreti — quantità di materiale, superficie, potenza, affollamento — confrontati con le soglie della classificazione. La stessa attività può cambiare categoria al variare di questi valori, quindi la verifica va fatta caso per caso sui dati reali, preferibilmente con un tecnico abilitato prima di impostare la pratica.
Una volta presentata la SCIA, non devo fare più nulla?
La SCIA avvia l'attività, ma la conformità antincendio va mantenuta nel tempo: verifiche periodiche degli impianti, aggiornamento del fascicolo e rinnovo dell'attestazione secondo la cadenza prevista. Inoltre ogni modifica rilevante dell'attività può richiedere una nuova valutazione della categoria e ulteriori adempimenti.
Se devi avviare o mettere in regola un'attività di categoria A e vuoi affrontare la SCIA antincendio con una documentazione corretta e completa, possiamo aiutarti a inquadrare la pratica e a seguirla fino al deposito. Contatta lo studio per una valutazione del tuo caso specifico in Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta.
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